Radiofrequenza

radiofrequenza per vene varicoseUna delle definizioni più comunemente usate per descrivere la radiofrequenza è la seguente: “… è una forma di energia elettrica che alla frequenza prestabilita di erogazione determina una eccitazione molecolare del tessuto colpito (riscaldamento resistivo) senza causare altri effetti indesiderabili e che conduce alla completa occlusione della vena trattata …”.
Questo tipo di tecnica si sta imponendo nel panorama delle opzioni terapeutiche per la cura delle varici degli arti inferiori essendo molto semplice da eseguire, con rapido recupero postoperatorio.
La tecnica si basa sulla proprietà fisica delle radiofrequenze di riscaldare i tessuti, cioè tramite specifiche sonde si riscalda la vena malata dall’interno provocandone il collasso e la retrazione che porta all’occlusione della vena trattata.

Questo tipo di intervento utilizza il sistema Closure consta essenzialmente di due parti:
1. un microprocessore che genera onde elettromagnetiche alla frequenza di 460 KHz e che è capace di controllare in tempo reale la temperatura raggiunta dal catetere e quindi somministrata alla parete vasale, la impedenza (che misura la resistenza offerta dal tessuto a farsi attraversare dall’energia) e la potenza di erogazione delle onde elettromagnetiche (in modo che la temperatura di lavoro si mantenga sempre costante)
2. un catetere Closure da 6 e 8 French a seconda del diametro della vena da trattare: quello da 6 Fr si espande fino a 8 mm e quindi può trattare vene dilatate fino a 8 mm di diametro; quello da 8 Fr si espande fino a 12 mm e che quindi può trattare vene dilatate fino a 21 mm di diametro.
Il catetere consta di una porzione prossimale che si collega al generatore attraverso uno spinotto e di una impugnatura con leva di apertura o chiusura degli elettrodi di punta del catetere stesso.
La porzione distale del catetere, invece è a forma di cestello (apribile e richiudibile) con una punta centrale dotata di un piccolo lume attraverso cui viene iniettata, in infusione continua, una soluzione di fisiologica eparinizzata ma attraverso la quale si può anche far passare un filo guida da 25” in caso il catetere non proseguisse sul suo decorso e da una serie di elettrodi flessibili che toccando la parete del vaso, trasmettono l’energia radiofrequenza; questi ultimi possiedono una termocoppia capace di leggere la temperatura di lavoro e trasmetterla al generatore in modo che questo possa controllare questo dato ed aumentare o diminuire la erogazione di potenza a seconda che la temperatura cresca o decresca (in modo comunque che la temperatura del sistema si mantenga costante intorno agli 85°C).

Indicazioni all’intervento

L’obiettivo delle tecniche endovascolari è quello di determinare, attraverso un danno parietale vasale, la obliterazione del vaso stesso.
Il catetere Closure trasmette onde elettromagnetiche in grado di obliterare il vaso trattato ma è stato realizzato per la sola obliterazione dei tronchi safenici principali.
In sintesi con tale catetere è consentito il trattamento del tronco della grande e piccola safena ma non quello dei collaterali varicosi che devono subire un altro tipo di trattamento. Per questo motivo tale tecnica si pone come alternativa allo stripping dei tronchi safenici e le sue indicazioni primarie sono le varici degli arti inferiori da incontinenza della grande e piccola safena quando vi è una indicazione al trattamento dei tronchi principali safenici.
Il tronco safenico deve essere sempre rettilineo e confinato nello sdoppiamento della fascia ad una profondità della cute minima di 5 mm.
La tortuosità anche modesta dell’asse safenico, la presenza di dilatazioni saciformi sul suo decorso, sono relative controindicazioni alla tecnica e possono determinare qualche problema di scorrimento del catetere.
Il riscontro di varianti anatomiche sono delle relative controindicazioni alla tecnica, motivo per cui ad esempio la vena piccola safena, in virtù della sua frequente variabilità anatomica, non trova una frequente indicazione ad essere trattata mediante radiofrequenza.
Recentemente è stata introdotta una nuova configurazione del catetere chiamata Fast Closure la quale probabilmente viste le sue dimensioni più ridotte e la sua somiglianza alla fibra ottica (assenza del cestello), permetterà nel prossimo futuro una riqualificazione della metodica nel trattamento della vena piccola safena.
Questo nuovo catetere permette nell’arco di solo 5 secondi di effettuare l’ablazione termica di 7 cm di vena. Per questi motivi e per l’abbattimento notevole dei suoi costi rispetto al precedente modello (800 euro versus 400 euro circa) probabilmente diventerà il vero antagonista del Laser.

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